La #Bellezza attraverso il #tempo

Excursus nell’arte alla scoperta della bellezza femminile

venere di botticelli

Cosa si intende per bellezza?
Viaggio attraverso la storia dell’arte per scoprire come e quanto siano cambiati nel tempo i #canoni della bellezza femminile

Lo stereotipo della bellezza femminile, così come lo intendiamo oggi è il frutto della situazione economica, politica e culturale in cui viviamo. Non è rimasto invariato nei secoli, ha subito invece continui cambiamenti.

Venere di Milo

Venere di Milo

Abbiamo chiesto un parere ad Alessandro Biffanti, esperto in storia dell’arte e in valutazione di Opere presso la Galleria D’Arte Biffanti di Milano: “Esaminando le opere d’arte delle diverse epoche è possibile tracciare una storia dei cambiamenti che i canoni estetici femminili hanno subito nei secoli”.

Ecco il risultato del nostro studio.

Grecia classica

Sono soprattutto le statue raffiguranti Venere che ci permettono di conoscere gli standard estetici del tempo. Venere è la dea dell’amore, e quando gli artisti raffigurano questa divinità si ispirano alle donne considerate più belle e affascinanti.

Il fisico femminile più apprezzato è morbido e formoso, con fianchi larghi, seno e glutei non troppo pronunciati, ma rotondi e sodi.

Impero Romano

Lo stereotipo della bellezza femminile nell’antica Roma è la matrona dal corpo giunonico, cioè abbondante (da Giunone, la principale dea romana).

La matrona dell’impero non solo è opulenta nelle forme, ma è anche carica di trucco e di gioielli, e vestita in modo ricco e sfarzoso, come opulenta, ricca e sfarzosa  è la Roma dell’età imperiale.

Medioevo

L’austera morale medioevale impone nuovi canoni estetici: il corpo della donna deve essere esile e acerbo per dimostrarne la castità e la purezza, con i fianchi stretti, il seno appena abbozzato, ma il ventre prominente, indice di un futuro fecondo come madre.

Nell’iconografia medioevale prevale la rappresentazione mistica e ieratica della figura femminile: la donna viene svuotata di ogni connotazione sensuale e ritratta esclusivamente nella sua sacralità, tanto che ad essere rappresentate sono soprattutto Madonne e sante.

Rinascimento

I canoni della bellezza femminile cambiano radicalmente: si ritorna al modello di bellezza delle veneri greche, dalle forme  rotondeggianti,  fianchi larghi, ventre pronunciato, seno abbondante e incarnato pallido.

Le fonti iconografiche dell’epoca confermano tale cambiamento, Tiziano e gli altri pittori rinascimentali rappresentano la bellezza “piena” della donna adulta, intensa e sensuale.

Settecento

I ritratti della regina Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena ben esemplificano lo stereotipo femminile dell’epoca: incarnato rigorosamente bianco, guance e bocca rosse, sopracciglia marcate e ben disegnate, fronte alta e spaziosa, acconciatura molto elaborata.

Ottocento

Pensiero Malinconico. Hayez

Pensiero Malinconico. Hayez

Nella prima metà del secolo, tra gli artisti e alcune nobildonne, si afferma l’ideale di bellezza proposto dal romanzo gotico, che esalta le sofferenze interiori, gli slanci della passione e le lacrime. Trionfa la bellezza diafana, incarnata dalla musa romantica, pallida, sottile, con occhi grandi e febbricitanti, espressione sofferta e labbra rosse che contrastano con il biancore del volto.

A tale ideale estetico  rimandano i dipinti di Hayez.

Novecento

Il Novecento è contrassegnato da avvenimenti di straordinaria portata storica: è il secolo dei due grandi conflitti mondiali, ma anche dell’emancipazione femminile, dell’ingresso della donna nel mondo del lavoro, delle grandi battaglie femministe.

Con l’avvento del nuovo secolo cadono molti tabù e molti dei pudori che fino a quel momento avevano nascosto il corpo femminile, che si libera di tutte le costrizioni da cui era sempre stato intrappolato e inizia a scoprirsi. E’ l’era del trionfo del corpo.

Nel corso del Novecento le arti figurative e plastiche, fino a quel momento principali depositarie della bellezza femminile, lasciano il posto prima al cinema e poi alla televisione nel dettare i canoni estetici più seguiti.

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