Stupro correttivo: il processo

"Stupro correttivo"Il 15 Marzo si aprirà a Città del Capo il processo contro l’uomo accusato dello stupro correttivo contro Millicent Gaika, la donna violentata per poter essere “guarita” dalla sua omosessualità.

La vicenda

Era un giorno del 2009. Millicent aveva 30 anni e stava uscendo da un locale con degli amici. Per strada è avvicinata da un uomo che conosce di vista. Le chiede una sigaretta. Millicent si ferma a chiacchierare con lui. I due si dirigono poi verso l’abitazione dell’uomo. Una volta entrati il conoscente si trasforma in un violentatore. Chiude Millicent a chiave in una stanza e la stupra per cinque ore.

Durante le violenze lo stupratore continua a gridare alla donna: “So che sei lesbica: tu non sei un uomo, pensi di esserlo ma non lo sei e io ti dimostrerò che sei una donna. Ti metterò incinta e tu dovrai portare mio figlio in grembo”.

"Millicent Gaika: processo"La situazione

La vicenda di Millicent diventa un caso quando la donna trova il coraggio di denunciare il crimine subito. Presto il delitto diviene un’occasione per portare alla luce una realtà più complessa. In uno stato come quello del Sud Africa dove sono consentiti i matrimoni gay e dove ha preso vita il gay pride, si consuma ogni anno una vera tragedia: ogni anno vengono denunciati in quel Paese 520 casi di stupri correttivi.

Sono molti di più quelli taciuti e nascosti. I dati sono quelli dell’associazione Action Aid, che da anni si batte per denunciare questi crimini. Altri sostengono che, in una città di un milione e mezzo di abitanti come Città Del Capo, ogni settimana verrebbero violentate almeno dieci persone perché omosessuali.

Un crimine terribile e spesso taciuto e ignorato. Noi de “Ilsitodelledonne” ci siamo battute e ci batteremo perché questo caso scuota le coscienze. Esiste un’associazione che si batte perché queste aberrazioni sociali smettano di accadere. Si chiama Luleki Sizwe.


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