In cinquina al Premio Campiello 2010…

Sabato 22 maggio, nell’aula magna del Palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova, la Giuria dei Letterati, presieduta dal regista Giuseppe Tornatore, non ha avuto dubbi e ha definito i cinque libri finalisti alla prima votazione. I giurati hanno votato all’unanimità (11 voti su 11) Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (Mondadori), un romanzo epico che ha le sue radici nella storia della bonifica delle Paludi Pontine. Seguono poi il viaggio tra gli antenati fatto da Gad Lerner nel suo Scintille. Una storia di anime vagabonde (Feltrinelli), Gianrico Carofiglio con Le perfezioni provvisorie (Sellerio), Milano è una selva oscura di Laura Pariani (Einaudi) e infine Accabadora di Michela Murgia (Einaudi). Una votazione che non ha lasciato spazio a discussioni visto che la Giuria dei Letterati è stata concorde nel riconoscere la qualità medio-alta delle opere pervenute. Un'”annata di grazia” in cui tra i 106 libri che concorrevano 46 erano scritti da donne, 39 erano le opere prime (di cui 20 ad opera di scrittrici donne) e 27 erano libri presentati da piccoli editori.

Al termine della votazione la Giuria ha annunciato anche il testo vincitore del Premio Campiello Opera Prima: Acciaio di Silvia Avallone, classe 1984. Protagoniste due amiche, Anna e Francesca, “tredici anni quasi quattordici”, che vivono nei casermoni di cemento costruiti negli anni Settanta dalla Lucchini S.p.a., la grande acciaieria che ancora oggi dà pane e disperazione a tutta Piombino. Anna e Francesca, la mora e la bionda, sono bellissime e irriverenti, e soprattutto sono inseparabili. Ma quando Anna scopre l’amore e il sesso con Mattia, qualcosa si rompe tra le due, che verranno risucchiate nelle loro storie private, sole davanti a genitori buoni a nulla o assenti o violenti, e si riabbracceranno solo quando la vita le sottoporrà alle prove più crudeli.

Appuntamento al 4 settembre a Venezia per la proclamazione del vincitore assoluto: lo spettacolo al Teatro La Fenice.

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