Le donne in Nord-Africa e Medio-oriente: speciale

Il volto limpido, pulito di Asmaa Mahfouz si espone leggermente sgranato a tutti gli internauti di youtube e di molti siti internet egiziani. Ma chi è?  Solo il volto della donna che ha dato il via alla protesta egiziana.


All’inzio ci sono state l’Algeria e la Tunisia. Tutto è partito da lì e dalla protesta contro il governo che si è trasformata nella “deposizione” di Ben Alì. Sull’esempio e sulla spinta delle cosiddette proteste per il pane del nord-Africa, molti altri movimenti in questi giorni stanno nascendo, o sarebbe meglio dire, esplodendo in molti Paesi del Magreb, del medio-oriente e dell’Africa mediterranea.

Ora scopriamo, (ma noi de “Ilsitodelledonne” lo avevamo già ampiamente anticipato in questo articolo), che motori insostituibili delle movimentazioni di piazza in quei luoghi sono state proprio le donne. In Tunisia, in Egitto, in Algeria, ora anche nello Yemen sono volti coperti dal burka, o volti scoperti di donne ad apparire nelle foto dei grandi gionali di tutto il mondo, dei video girati e le voci dei blog che riescono a oltrepassare il muro della censura mediatica.

"Proteste Yemen"I movimenti di protesta hanno volti femminili. Importante è sottolineare questo punto. Forse le donne sono mandate in prima linea come agnelli sacrificali? Non lo nascondiamo: in quei Paesi il ruolo della donna e la sua condizione, a nostro avviso, è culturalmente al di sotto degli standard occidentali (già bassi) e ampiamente al di sotto da come le Nazioni Unite sognano che sia il rapporto di genere nel mondo.

Tuttavia fa piacere vedere tante donne per le strade delle città che si ribellano contro i regimi autoritari fintamente democratici che schiavizzano e sottomettono i loro popoli. Ed è importante restituire le immagini di quei volti anche in Occidente, perché possano essere appoggiati come spesso è stato. E dunque noi vi proponiamo il volto più simbolico del momento: quello di Asmaa Mahfouz, una donna di 26 anni, egiziana il cui video di denucia e protesta ha avuto una diffusione virale nel web.

Il passaparola, spinto dalle parole stesse di Asmaa, ha provveduto a fare di questa donna un volto della nuova ribellione in atto in Egitto.

Certo, non tutto ciò che sta succedendo in quei posti è positivo. Quando il caos e l’anarchia prendono il sopravvento, la legge viene a mancare e, in qualche modo, anche la bussola della civiltà impazzisce. In più ci sono numerose incognite che riguardano il futuro che queste rivoluzioni costruiranno.

Ma penso che, soprattutto noi donne italiane, dovremmo guardare con speranza e non solo con timore alle vicende che accadono laggiù. Soprattutto in tempi come questi dove prepotente emerge nella nostra civile Italia una questione femminile a lungo sommersa e che un’ondata di indignazione generale sta portando a galla.

Scritto da M.F.
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