Ogni anno miliardi di persone nel mondo si ammalano di raffreddore o di altre infezioni respiratorie stagionali. Si stima che un adulto contragga mediamente da 2 a 4 raffreddori all’anno, mentre nei bambini il numero può salire fino a 6–8 episodi annuali, soprattutto in età scolare. La maggior parte di queste infezioni è causata da virus capaci di mutare rapidamente e generare continue varianti.
Per alcune malattie, come l’influenza, esistono vaccini aggiornati annualmente; per il raffreddore, invece, non esiste ancora una prevenzione specifica universalmente efficace. Nella maggior parte dei casi, si ricorre a rimedi sintomatici (decongestionanti, mucolitici, spray, antipiretici) e si attende che la guarigione avvenga spontaneamente.
Eppure, secondo un numero crescente di studi scientifici, una parte della soluzione potrebbe trovarsi proprio… nel naso.
Il naso non è soltanto un organo respiratorio: è un vero e proprio sistema di difesa naturale. Filtra l’aria, trattiene particelle e microrganismi e contribuisce a proteggere le vie respiratorie inferiori. Tuttavia, quando la mucosa nasale è congestionata o infiammata, questo “filtro” perde efficienza, favorendo irritazioni, infezioni ricorrenti, difficoltà respiratorie, complicanze e malattie.
È un concetto semplice: ci laviamo i denti più volte al giorno, ci prendiamo cura della pelle e dei capelli… ma pochissime persone si prendono cura del naso con la stessa costanza, nonostante sia uno dei principali punti di contatto tra corpo e ambiente esterno.
Complice la pandemia da Covid-19, negli ultimi anni numerosi gruppi di ricerca hanno riportato l’attenzione su una pratica antichissima: l’irrigazione nasale, utilizzata da almeno 5.000 anni, e nata, probabilmente, in India, come forma di igiene personale.
Durante l’emergenza sanitaria, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno iniziato a valutare con maggiore attenzione i possibili benefici dei lavaggi nasali come supporto nel trattamento dei sintomi respiratori (pur ribadendo che la vaccinazione rimane la strategia principale di prevenzione contro le infezioni più gravi).
Cosa fa davvero un lavaggio nasale? Un lavaggio nasale consiste nel far passare una soluzione (soluzione salina, acqua termale o preparati specifici o medicali) attraverso le cavità nasali per: eliminare muco e secrezioni, ridurre allergeni e particelle irritanti, favorire l’idratazione della mucosa, migliorare la clearance mucociliare (il naturale “sistema di autopulizia” del naso). In alcune ricerche, si osserva una diminuzione dei sintomi congestizi e del fastidio respiratorio fino al 20–30% grazie a lavaggi regolari.
In ambito ORL, questa pratica viene spesso consigliata come supporto per:
- raffreddori frequenti
- riniti allergiche
- sinusiti
- secchezza delle mucose
- prevenzione delle complicanze in soggetti fragili
I lavaggi possono essere effettuati in diversi modi:
- con dispositivi a bassa pressione (irrigazioni nasali)
- con spray nebulizzatori
- con ampolle o sistemi simili all’aerosol/inalazioni
All’AbanoRitz, la cura del respiro e delle vie aeree superiori è un pilastro del benessere globale. Proprio per questo, oltre alla tradizione termale fangoterapica (peraltro si effettuano impacchi di fango termale ORL per sinusite cronica e artrosi mandibolari) e alla qualità dell’accoglienza, la struttura mette a disposizione un reparto dedicato con la presenza dello specialista ORL (Otorinolaringoiatria) per aerosol inalazioni lavaggio insufflazioni valutazioni specialistiche esame audiometrico impedenziometrico per vertigini.
In un mondo in cui virus, allergeni e agenti irritanti sono sempre più presenti, prendersi cura del proprio naso significa prendersi cura del proprio organismo. Il naso è il nostro filtro verso il mondo esterno: imparare a mantenerlo pulito e idratato è un atto di salute, non solo di igiene.
All’AbanoRitz, questa attenzione diventa cultura del benessere, con il supporto competente e mirato del reparto ORL accreditato e convenzionato di prima Super dal Ministero della Salute italiano.



