La recente proclamazione della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO rappresenta un traguardo storico e pienamente meritato per l’Italia. Per la prima volta un’intera cucina nazionale, con le sue tradizioni, tecniche, ritualità sociali e approccio comunitario al cibo, è stata inserita nella Lista Rappresentativa dell’UNESCO: un riconoscimento che va oltre la semplice celebrazione di piatti iconici.
L’UNESCO ha descritto infatti la cucina italiana non solo come un insieme di ricette famose nel mondo, ma come una miscela culturale e sociale di tradizioni, dove cucinare e condividere il cibo esprime cura, affetto, inclusione e identità culturale.
Questo riconoscimento recepisce e amplia l’idea di patrimonio immateriale: non più soltanto piatti singoli (come già avvenuto per l’arte del pizzaiolo napoletano o per la dieta mediterranea), ma l’intero sistema culturale del cucinare italiano, con i suoi valori sociali e rituali quotidiani.
La nostra cucina veneta è una delle espressioni più affascinanti e ricche del mosaico gastronomico italiano che giustifica questo riconoscimento UNESCO; ricca diversità territoriale: dal mare Adriatico alle montagne delle Dolomiti, la cucina veneta spazia dal pesce alle carni, dal riso alla polenta, riflettendo la varietà di ambienti e culture locali.
Prodotti simbolo e piatti iconici che propone anche la cucina dell’ AbanoRitz:
- Il Prosecco dall’area di Conegliano-Valdobbiadene, è uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo.
- Tiramisù: tra i dessert italiani più amati, con radici tradizionali nel Trevigiano.
- Il risotto di asparagi di Bassano o quello al radicchio di Treviso, grazie al riso Vialone Nano di Verona.
- Sarde in saor, baccalà mantecato, bigoli in salsa: esempi di piatti che raccontano la storia marinara e contadina della regione.
- Formaggi e salumi: Asiago e Sopressa ed altri prodotti DOP aggiungono valore alla tavola veneta.
Il riconoscimento UNESCO avrà effetti positivi concreti e duraturi sul turismo in Italia: studi preliminari hanno stimato un aumento di circa 18 milioni di arrivi turistici in due anni legati proprio al patrimonio culinario. Interi territori verranno valorizzati offrendo esperienze enogastronomiche autentiche
Mettere la “cucina italiana” nel novero dei patrimoni immateriali aiuterà l’Italia a competere con altre destinazioni mondiali, rafforzando il brand Made in Italy e il concetto di identità. Il riconoscimento incoraggia pratiche sostenibili legate alla stagionalità, alla biodiversità e alla filiera corta, aspetti sempre più apprezzati dai turisti contemporanei.
In sintesi, l’iscrizione della cucina italiana come patrimonio UNESCO è un riconoscimento globale dell’Italia come laboratorio di sapori, comunità e relazioni col cibo. Non celebra solo quello che mangiamo, ma come, perché e con chi lo facciamo.



