Tea Time

Chi avrebbe mai detto che dietro una semplice bustina di tè ci fosse una storia fatta di intuizioni, fraintendimenti e piccole rivoluzioni… Nata quasi per caso nel 1908, quando un commerciante newyorkese inviò campioni di tè in sacchettini di seta scambiati dai clienti per infusioni già pronte, la bustina ha cambiato il modo di gustare il tè nel mondo. A partire da un gesto involontario, insomma, il prodotto cominciò a circolare, anche se con qualche limite: la seta era costosa, poco pratica e non adatta all’infusione, tratteneva troppo aroma e si rompeva facilmente. La soluzione arrivò una decina di anni più tardi: Adolf Rambold progettò una bustina chiusa con graffette e costruì un macchinario per la produzione in larga scala; mentre William Hermanson sviluppò una versione sigillata a caldo con una cordicella per rendere l’infusione ancora più semplice. Infine, nel 1952, Thomas Lipton introdusse la bustina a soffietto, progettata per aumentare la superficie di contatto con l’acqua e ottenere un gusto più intenso in meno tempo.  Oggi la bustina esiste in varianti praticamente infinite: ne esistono in carta, cotone e persino in materiali compostabili, con forme rettangolari ma anche piramidali e rotonde

Ed è proprio attorno a questo gesto, rituale e familiare al tempo stesso una bustina che si apre, un’infusione che sprigiona aromi, che, all’AbanoRitz, ogni pomeriggio alle ore 17, si rinnova un appuntamento speciale. Nel grande salotto ovale accanto al bar dell’elegante hall, gli ospiti sono invitati a prendersi una pausa di relax con tè, tisane e biscottini, servendosi al grande samovar l’acqua alla temperatura perfetta per l’infusione. Non è solo una pausa ma un tempo lento che invita a ritrovare equilibrio e piacere. Perché il benessere, all’AbanoRitz, passa anche da questi piccoli momenti quotidiani, dove il calore di una tazza diventa esperienza da vivere e condividere.

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