La menopausa è una fase naturale nella vita di ogni donna che si verifica solitamente tra i 45 e i 55 anni. Durante questa fase, si verifica un calo significativo degli ormoni femminili, in particolare degli estrogeni, che svolgono un ruolo fondamentale nella salute delle ossa. Questo calo ormonale può aumentare il rischio di osteoporosi.
Secondo i dati ISTAT del 2020, il 13,5% delle donne e il 2,3% degli uomini hanno dichiarato di essere affetti da osteoporosi, con una prevalenza che aumenta con l’età, raggiungendo il 32,2% nelle persone oltre i 74 anni (47% delle donne e 10,3% degli uomini).
La distribuzione regionale della prevalenza dell’osteoporosi mostra variazioni significative. Le percentuali più elevate si registrano in Sardegna (32,8%), Campania (31,3%) e Sicilia (30,1%), mentre le più basse si riscontrano in Trentino Alto Adige (16,6%), Valle d’Aosta (18%) e Friuli Venezia Giulia (18,9%).
È importante notare che la prevalenza dell’osteoporosi aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, in particolare nelle donne dopo i 55 anni. Questo dato sottolinea l’importanza di strategie preventive e di sensibilizzazione, soprattutto nelle regioni con tassi più elevati.
In Italia, l’osteoporosi colpisce circa 5 milioni di persone, di cui l’80% sono donne in post-menopausa.
Una dieta ideale per contrastare l’osteoporosi nel post-menopausa deve essere ricca di nutrienti fondamentali per la salute delle ossa, come calcio, vitamina D, proteine, magnesio e vitamina K.
- Il calcio è essenziale per mantenere la densità ossea. La quantità raccomandata per le donne in post-menopausa è di circa 1.200 mg al giorno (formaggi a basso contenuto di grassi, rucola e spinaci, mandorle, sardine…).
- La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio. Le donne in post-menopausa necessitano di 800-1.000 IU al giorno (salmone, sgombro, tonno, latte, uova…).
- Le proteine aiutano a rafforzare i muscoli, che sostengono le ossa. È importante bilanciare proteine animali e vegetali (legumi e carne magra…).
- Magnesio e potassio sono minerali che contribuiscono alla salute ossea regolando l’equilibrio minerale nelle ossa (noci, patate, banane, arance…).
- La Vitamina K è importante per la formazione delle proteine ossee (vegetali a foglia verde).
L’osteoporosi rappresenta infatti una minaccia soprattutto per le donne in postmenopausa, quando il calo degli estrogeni accelera la perdita di densità ossea, aumentando il rischio di fratture. Le prugne secche hanno diverse proprietà benefiche per l’organismo, tanto da essere oggi considerate un superfood Pubblicati su Osteoporosis International, i risultati rivelano che il consumo quotidiano potrebbe ridurre il rischio di fratture, rallentando la perdita ossea correlata all’età. Le prugne potrebbero offrire un’alternativa naturale promettente: ricche di polifenoli e altri composti bioattivi, sembrano in grado di ridurre i processi infiammatori responsabili della perdita ossea.
Le cure termali possono rappresentare un valido supporto per la prevenzione e la gestione dell’osteoporosi. In particolare, le acque termali ricche di minerali (come calcio e magnesio) e i fanghi termali possono aiutare a migliorare la mineralizzazione ossea e alleviare dolori articolari e muscolari. Inoltre, programmi termali specifici includono attività fisica mirata, come ginnastica in acqua termale, che favorisce il rafforzamento muscolare e la mobilità articolare senza sovraccaricare le ossa.