Il Bombardino, tradizione degli sciatori

Se siete mai stati in montagna, lo sapete: niente scalda più l’anima (e le mani) di un buon Bombardino.
Quel bicchiere fumante, dolce e alcolico, è ormai un’icona delle piste da sci.

La leggenda vuole che sia nato a Livigno negli anni ’70. Qui Erich Bruno Ciapponi lo fece assaggiare ai colleghi direttori delle stazioni invernali. Qualcuno esclamò: “Accidenti! È una bombarda!” nome perfetto, detto, fatto.

Ma dietro la magia c’è il genio del nobile Aldo Del Bò, ex alpino e appassionato di whisky, che ebbe l’idea di mixare il liquore all’uovo tipico del Veneto, il VOV, con abbondante whisky scozzese. Per renderlo più morbido, all’inizio si aggiungeva del latte freddo, che col tempo ha lasciato spazio alla panna montata trasformando il cocktail in una coppa gelato alcolica, cremosa e irresistibile.

Ma come si prepara un vero Bombardino? La ricetta originale è semplice e perfetta: 50% VOV e 50% whisky scozzese, scaldato al vapore della macchina del caffè.

Anche all’AbanoRitz, dove il calore non è solo quello del drink ma anche quello dell’accoglienza storica e delle straordinarie Thermae, brindiamo con il Bombardino 2026, alle nostre Olimpiadi invernali.

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