Questa poesia non è solo un ringraziamento: è la testimonianza di un legame che si crea quando l’ospite sceglie di affidarsi al luogo e alle persone che lo abitano. Le immagini — la farfalla, il “sacro limo”, la conca generosa — rivelano una sensibilità poetica che nasce dall’esperienza diretta e dal vivere il ritmo lento dei protocolli termali
Qui non si celebra soltanto il beneficio fisico dei fanghi, ma la ritualità antica, di un’arte di cura che si tramanda e si fa scienza. È un “grazie” che esce dal piano pratico per entrare in quello simbolico: riconoscere non solo un servizio e una professionalità, ma un’eredità culturale e umana.
La poesia diventa allora un dono reciproco: l’ospite lascia parole che resteranno, e l’hotel restituisce un senso di appartenenza che dura oltre la partenza.



