12/05/2020

Oggi bucato! Al “ritz” la lavatrice professionale da 60 kg è della ditta Electrolux e ha sostituito la vecchia Imesa da 70 kg che aveva come slogan “semplicità, flessibilità e produttività”: semplice è semplice una lavatrice e senz’altro produttiva, ma flessibile dipende… per 1 persona sola no, non è evidentemente usufruibile, così ho riempito la vasca da bagno e ho fatto il bucato praticamente in ginocchio. Non comodissimo. Del resto tra lavare in ginocchio e stirare in piedi preferisco la prima. E poi tutto il segreto sta nel saper stendere bene… e vi assicuro che io sono una maestra. La posizione dell’eroe o Virasana è una delle Asana fondamentali nello Yoga ed è una postura di preparazione in ginocchio. Ho scoperto lo Yoga tardi, ma è stato un colpo di fulmine. Come molte pratiche fisiche l’avevo snobbata ma mi sono ricreduta anche se nella funzione lavandaia non ha prodotto effetti calmanti o meditativi. Senza tinozza e senza liscivia resta, quello della massaia, un lavoro faticosissimo e dimenticato, grazie alla lavatrice che arrivò in Italia a fine 800 e che la Candy portò nelle nostre case nel secondo dopoguerra. A ogni buon conto, seppure non molto pratico, il risultato del mio bucato è stato ottimo. Pensando alla lavatrice e alla centrifuga devo confessare che in questi ultimi giorni mi sento un po’ così: rivoltata e strizzata. Intorno a me tutto pare rimettersi in moto, ma nella confusione e nell’incertezza totali: una specie di minuetto senza partitura. Sono aumentate le mail e le telefonate, fioccano documenti e ordinanze. Tutti mi chiedono quando e come, mi sollecitano e mi interrogano, ma io a tutte queste domande non ho molte risposte da dare. Ho passato due mesi con me stessa, raccogliendo le idee, studiando, cercando di capire e di guardare diversamente il mondo, facendo tesoro di ogni mio nuovo pensiero e ora, solo perché abbiamo cambiato mese del calendario, ogni cosa dovrebbe apparirmi chiara ed evidente? Non lo è e io mi sento come un reduce, afflitta da shellshock una manifestazione di quelle che oggi chiamano disturbo post-traumatico da stress. Magari esagero, ma riprendere da dove avevamo lasciato mi sembra impossibile e ingiusto. Non ho bisogno ancora di tempo, ma di un altro tempo. Eppure è così, la gente sta cercando di tornare, neanche tanto lentamente, “alla normalità” e ho un’immagine che perseguita me e la mia amica Cristina: vedo l’umanità come operose formichine, frenetiche, genuinamente convinte della loro attività, che non si accorgono del bambinone con lo stecchino, appiccicoso di zucchero e coloranti, del ghiacciolo, che gioca con le loro vite. Le deraglia, le attrae e le confonde, le uccide. Basterà una qualche distrazione, un capriccio, per spazzarle via per sempre; e dopo?… poi inizierà un’altra fila indiana di formiche che faranno la stessa cosa che le prime avevano smesso… Scaccio le nuvole nere e penso al gatto con il collarino da cui pendeva il Mondo nel film Men in black del 1997 e vi devo dire che non amo la fantascienza, ma questo è un cult imperdibile con quel tanto di ironia e leggerezza che gli deriva dall’essersi ispirato a un fumetto Marvel. Ma voglio avere una prospettiva buona e sana, passando dal fumetto alla favola. La cicala e la formica. Da Esopo a La Fontaine, le formiche sono insetti altamente sociali. Dotata di grande forza fisica, pazienza ed elevata resistenza, generosa con i compagni, la formica sa essere molto aggressiva per difenderli. Per gli antichi Greci come per i Romani la formica era considerata sacra. E comunque cercando le risposte da dare rispetto ad un lavoro, quello del turismo, che, vivendo, in buona sintesi, di spostamenti e assembramenti, è annientato da questa calamità, penso a Giovanni Rodari, che scrisse:

Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l’avara formica

io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende…

regala!

2 Comments

  1. AvatarMonica Zoin

    Riflessioni e paragoni al mondo e alla società degni di una filosofia pronfonda. Ho letto tutto fino alla fine nella speranza che non finissi mai di raccontare.

    1. abanoritzabanoritz Post author

      Carissima Monica,
      troppo onore : solo pensieri in un momento così particolare che sottopongo umilmente a chi, come te, mi vuol bene.

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