castello del catajo, colli euganei, beni culturali

Il più grande ipermercato della provincia di Padova davanti alla più imponente e magnifica dimora storica del Veneto: il castello del Catajo: è quanto un’azienda privata sta cercando di portare avanti nel Comune di Due Carrare, nei pressi del casello “Terme Euganee” dell’autostrada A13.

Per cercare di fermare questa iniziativa, che arrecherebbe un danno irreparabile al territorio e al paesaggio, il Coordinamento delle Associazioni dei Colli Euganei lancia un’appello e una petizione sulla piattaforma Change.org, che tutti possono firmare per manifestare il proprio sostegno. La petizione sarà consegnata a:

  • Sindaco Comune Due Carrare (PD)
  • Presidente Provincia di Padova
  • Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare
  • Presidente della Regione Veneto
  • Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

 

Le conseguenze dell’opera

  • L’opera, se verrà realizzata, distruggerà per sempre lo straordinario contesto paesaggistico dei Colli Euganei che in quella parte accoglie sia il complesso monumentale del Catajo sia Villa Dolfin, detta “la Mincana”, preziosa villa veneta;
  • Distruggerà uno dei modelli di sviluppo coerente con il contesto territoriale proposto dal Castello del Catajo, oggetto in questi anni di un serio restauro e di un rilancio turistico e culturale lungimirante;
  • Inferirà un colpo mortale al commercio locale, alla piccola rete di vendita e al tessuto urbano ad essi collegato, contribuendo in modo definitivo alla desertificazione dei nostri centri storici;
  • Non porterà le alte previsioni occupazionali sbandierate perché esse saranno bilanciate in modo significativo e pesante dai licenziamenti che inevitabilmente si produrranno nel tessuto commerciale e produttivo circostante;
  • Non garantirà al Comune ospitante oneri di urbanizzazione in grado di compensare e ripagare nemmeno in minima parte il danno ambientale ed economico provocato da questi 146.000 metri quadrati di suolo consumato;
  • Rinforzerà le logiche di devastazione prodotte da interventi di speculazione finanziaria secondo cui i profitti si ricavano dal depauperamento del suolo, riversando i costi sull’ambiente e sulla collettività.

 

La terza corsia A13 Monselice-Padova

L’intervento prevede, inoltre, la realizzazione della terza corsia nel tratto autostradale compreso tra lo svincolo di Monselice e l’interconnessione dell’A13 con l’A4, per uno sviluppo complessivo di circa 12.25 km che produrrà 130.000 mq di cementificazione in un territorio che ha già dimostrato in modo grave la sua fragilità idrogeologica.

I dati attuali, che registrano una riduzione di movimento del 10%, e le più realistiche previsioni future sul traffico non giustificano assolutamente l’opera. Grazie agli accordi tra Anas e Autostrade S.p.a., che consentono di prorogare le concessioni in cambio d’investimenti, la società che attualmente gestisce il tratto eviterà così le gare pubbliche e si assicurerà per molti anni ancora tutti i profitti: i ricavi dei concessionari autostradali sono passati da 2.5 milioni di euro nel 1992 a 278 milioni nel 2015!

Serie politiche dei trasporti, invece, dovrebbero perseguire scelte complessive in grado di rendere più efficiente il trasporto pubblico e privilegiare forme meno impattanti sul territorio e sulla salute delle persone rispetto al trasporto su gomma.

 

Il consumo di suolo

Altri nuovi poli commerciali o direzionali sono in costruzione in tanti altri luoghi della provincia e della Regione, come il polo logistico Agrologic di Monselice destinato alla lavorazione, al confezionamento, allo stoccaggio e alla distribuzione di prodotti agro-alimentari, oppure il centro Aliper ad Abano Terme che verrà costruito proprio di fronte alla settecentesca Villa Mocenigo Mainardi, una tra le più importanti ville di Abano Terme.

Ancora una volta, in modo irresponsabile, si è scelto di consumare un’imponente quantità di suolo agricolo invece che agire sulle zone industriali esistente, piene di aree abbandonate e in degrado. I posti di lavoro creati saranno in buona parte coperti dai trasferimenti derivati dalle chiusure di centri analoghi presenti nella provincia.


Per firmare la petizione, clicca qui. I riferimenti dell’appello sono info@lasciatecirespirare.it e coord_ass_amb@libero.it

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