Il prezioso, elegante e autunnale “pane dei poveri”

“Mangiamo pane e castagne”

Francesco De Gregori

Le castagne, le regine dell’autunno; chiamate per secoli il “pane dei poveri”, sono invece un frutto molto prezioso in primis per la bellezza dell’albero e in secundis per le proprietà e qualità del frutto.

La castagna è un frutto selvatico che in passato si mangiava sia bollita che arrostita, ma soprattutto se ne utilizzava la farina, molto nutriente, per il pane e tanti altri preparati. Si è poi deciso di controllarne la coltura con un vero e proprio restyling, tra potature e innesti. Sono così nati i marroni: un po’ più grossi, tondeggianti e chiari, con una forma che ricorda un po’ quella di un cuore.

Oggi questo frutto è sempre più presente nelle tavole autunnali dall’antipasto al dessert per quasi tutta la stagione. Ed è davvero buonissimo, oltre che un rimedio naturale conosciuto dall’alba dei tempi.

Nel Medioevo la castagna si utilizzava contro l’emicrania e la gotta. L’acqua di lessatura di foglie e bucce veniva consigliata per i problemi cardiaci. Per la milza, invece, si suggerivano le caldarroste, mentre le castagne lessate per i malati di fegato. Con l’aggiunta di liquirizia e felce dolce diventavano anche un ottimo rimedio per chi soffriva di disturbi di stomaco.

Le foglie e la corteccia infuse, grazie ai loro principi attivi, rimangono un toccasana contro tosse e per disinfettare le vie respiratorie in genere. La polpa può trasformarsi in un’ottima maschera idratante: 20 castagne lesse, un cucchiaio di miele, un cucchiaio di olio di mandorle, uno spicchio di arancia senza semi e tutto nel frullatore.

Tornando al Medioevo, le castagne erano anche considerate un alimento afrodisiaco se lasciate macerare o lessate nel vino. Provare per credere!

Sazianti, ricche in fibre e minerali, le castagne hanno lo stesso valore nutritivo dei cereali. Contengono anche acido folico: una vitamina in grado di prevenire alcune malformazioni nel feto. Un alimento quindi da non trascurare neanche durante la gravidanza, ma da mangiare in ogni caso almeno tre volte a settimana. Ottime alleate del sistema nervoso, sono da prediligere soprattutto nei periodi di forte stress e stanchezza, oltre a essere un rimedio naturale anche in caso di inappetenza o di necessità di un’alimentazione ricostituente.

La ricetta-gioiello dell’autunno è il castagnaccio: 300 g di farina di castagne, un litro d’acqua, 30 g di zucchero e un pizzico di sale lavorate fino a ottenere un impasto denso e omogeneo. Una volta nello stampo, si cosparge il tutto con pinoli, gherigli di noci e uvetta prima di infornare tutto per circa 1 ora a 200 gradi. Il castagnaccio sarà pronto quando si forma una crosticina scura e screpolata.

Risotti, brodi e zuppe a base di castagne sono presenti in varie sfumature tradizionali di regione in regione. La purea, tra l’altro, è un ottimo ripieno per verdure. Non mancano inoltre biscotti e dolci sempre a base di castagne solitamente lessate.

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