Con l’arrivo dei primi freddi si rinnova anche il menù del nostro ristorantino vintage “Il Brutto Anatroccolo“. Piatti più sostanziosi, caldi abbracci di gusto sempre a base degli ingredienti migliori e di stagione, per coccolarvi tra sapori tradizionali e nuove suggestioni.

Una cucina attenta, che vuole conquistare il commensale con idee curiose e un occhio di riguardo all’estetica… Senza dimenticare la sostanza! “Il Brutto Anatroccolo” unisce gusto e salute, com’è giusto che sia per un ristorante che nasce all’interno di un hotel termale attento al benessere e alla cura dei propri ospiti.

Come Alice nel paese delle meraviglie... Gli Anti-pasti?

Semplice come l’acqua…

Verdure alla “coque” con vinaigrette di zenzero. Abbiamo scelto: la pannocchia, il cavolfiore, il broccolo e il broccoletto, la patata con la buccia, i fagiolini, la carota e li abbiamo sbollentati perché la cottura rapida consente di non disperdere le proprietà delle verdure, mantiene gli ortaggi più saporiti e digeribili. Il passaggio veloce nel pentolone che gorgoglia offrirà una insalata tiepida very smart!

In abbinamento un calice di Fiore di Gaia – Borin

Neroncini

Due “arancini” fatti con riso Venere, verdure e un cuore di formaggio filante: la versione Brutto Anatroccolo di un piatto che è il vanto della cucina siciliana. Una ricetta tradizionale, da mangiare con le mani; un arancino fatto con riso integrale Venere che mantiene nel chicco la fibra grezza: riso nero, dunque, ricco di proprietà nutrizionali, farcito e fritto.  I neroncini sono proposti qui non tanto e non solo per essere originali, ma perché ci piace sperimentare e incuriosire.

In abbinamento un calice di Regaleali – Conte Tasca d’Almerita

Le cozze in un boccone

Perché gustarle sempre nello stesso modo? Abbiamo pensato di farcirle con fantasia: cus cus, magari yogurt, piuttosto che coriandolo e pecorino…un finger food nella sua conchiglia.

In abbinamento un calice di Gewürztraminer – Alois Lageder  

Orzotto di ratatouille di verdure

L’orzo è buono!… si tratta, con molta probabilità, del cereale che per primo è stato coltivato dall’uomo.

In abbinamento un calice di Pinot bianco – Vignalta Lugana  

Total white: baccalà e polenta

Mentre per la polenta gialla si usa il mais comune, per la polenta bianca si utilizza il mais Biancoperla, che rappresenta una tipicità del Veneto orientale. La polenta bianca risulta all’assaggio più delicata e con una grana più fine, perfetta per il nostro baccalà; la mantecatura a freddo impreziosisce questo piatto elevandolo a piatto gourmet. Lo sapevate, vero, che lo stoccafisso è un afrodisiaco naturale!?

In abbinamento un calice di Lugana – Ca’ dei Frati  

Prosciutto d’anatra con purè di mela renetta e cannella

Rappresentativo del nostro territorio, animale migratore per eccellenza, l’anatra rappresenta il viaggio e dunque il ritorno, da cui si riporta sempre qualcosa di nuovo.

In abbinamento un calice di Vertigo – Livio Felluga

Il gusto di essere... I Primi

Riso alla Bolt… all’inglese non alla giamaicana

Complicare è facile, semplificare è difficile: la semplicità della nostra proposta è un lusso. Il riso, infatti, è un prodotto vero della Terra, ci si piega per coglierlo mettendo le mani nella Terra stessa, avvicinandoci così a Lei. Proposta manifesto, con il riso bollito alla Bolt non è protagonista lo Chef, ma prodotti italiani eccellenti quali: olio extravergine (dei nostri Colli Euganei, del Centro e del Sud Italia) parmigiano (Grana Padano 36 mesi, Parmigiano Reggiano 28 mesi, “Grana” di latte di bufala) e riso (integrale, rosso e nero). Bolt è il più grande velocista della storia, controverso campione mondiale giamaicano, consuma sei pasti al giorno a base di riso in bianco.

In abbinamento un calice di Roda dei Frati – Ca’ dei Frati  

Canta che ti passa

Spaghetti alla chitarra con vongole e alla busera: un bis di pasta imperdibile, né liscia né rigata, ma spaghetti da attorcigliare alla forchetta godendo della tradizione di due pietanze semplici ma complete. Due piatti lagunari, vino sfumato a fuoco alto e un gusto pieno in bocca. Il nome busara ha origini poco chiare: per alcuni significa “inganno”, perché i pescatori veneti cucinavano con pomodori e vino gli scarti degli scampi, per altri deriva dal recipiente, “buzara”, usato sulle navi per cucinare.

In abbinamento un calice di Lugana – Ca’ dei Frati  

La zuppa della bontà

La nostra è la rivisitazione creativa e saporita di un intramontabile classico della cucina francese di fine ‘700: le potage de M. Parmatier. Vellutata di patate con riso nero, crostini al tartufo e dadolata di porri, carote, sedano. Viva i tuberi!

In abbinamento un calice di Orvieto amabile – Bigi  

Yin & Yang

Gnocchi di patate con ragù alla piemontese e di patata viola con ragù d’anatra

Tutte le patate sono particolarmente ricche di potassio e di vitamine del gruppo B, C, PP. Specie antica e più rara, le patate viola (vitelotte) contengono una grande quantità di antiossidanti. Sovrani indiscussi nel menù del giovedì, abbiamo sdoganati gli gnocchi in questa versione, tra innovazione e tradizione, tra chiaro e scuro, che sposa il concetto degli opposti energetici.

In abbinamento un calice di Cabernet Vigna Girapoggio – Zanovello  

Paccheri ai tre pesti

Pasta tradizionale e antichissima di origine partenopea… c’era una volta il viaggio tra i sapori! Il pesto è un tipico condimento originario della Liguria. La prima ricetta del pesto viene fatta risalire all’Ottocento e tradizionalmente il pesto, cui ingrediente base è il basilico, viene prodotto con l’uso di mortaio e pestello. Oggi il pesto può essere realizzato anche con il frullatore e così la ricetta è soggetta a infinite variazioni che hanno come punto di partenza la freschezza della materia prima e la fantasia nella miscellanea. Il Brutto Anatroccolo declina il pesto in tre varianti: basilico e parmigiano, pomodori essiccati e olive taggiasche, melanzane ed extravergine. Vota il pesto migliore!

In abbinamento un calice di La Mincana 01/01 – Dal Martello

I Secondi, di fatto, non sono secondi a nessuno

Brut e bon…

Il nostro bollito misto, con le sue salse e le verdure crude in pinzimonio, sceglie tra i vari tagli di carne quelli più tradizionali e particolari di certa cucina del nord Italia che non butta niente, ma valorizza: testina, lingua e cotechino.

In abbinamento un calice di La Mincana 01/01 – Dal Martello  

La Catalana

Un piatto per fare la pace e per farsi perdonare, comunque un piatto: ricco mi ci ficco. Un trionfo di crostacei tiepidi, cotti al vapore, adagiati su un letto di insalata croccante con patate bollite, frutti di cappero e anelli di cipolla dolce di Tropea.

In abbinamento un calice di Lugana – Ca’ dei Frati

Splash: uovo termale e spinaci

Dalle viscere, l’uovo è principio e fine. Un tributo all’acqua termale perché è “acqua madre” che plasma e riattiva.

In abbinamento un calice di Rosa dei Frati – Ca’ dei Frati 

Tartare di manzo

Taglio nobile che si presta a una incredibile creatività. Il mix di sapori e profumi permette un’inaspettata personalizzazione del piatto. Utilizziamo solo carni italiane.

In abbinamento un calice di Vertigo – Livio Felluga  

Scottadito con le patatine finte

L’agnello è carne di antica e preziosa tradizione, ad alta digeribilità. La costoletta deve essere caratterizzata da: delicatezza del sapore e morbidezza della carne. Marinate e poi cotte sulla griglia (4 minuti!) vanno servite caldissime. I veri Gourmand le mangiano con le mani… scottandosi le dita. Verranno servite con una ratatouille di verdure. Enjoy it!

In abbinamento un calice di Cabernet Vigna Girapoggio – Zanovello  

All’ AMO: sarde mon amour

Saor, scatriate o arricanate, a beccafico, marinate o impanate, imbottite oppure al forno…Da nord a sud il pesce azzurro in cucina è versatile, facilmente digeribile e sapido, noi abbiamo scelto due versioni secondo il nostro palato. Per le sue qualità viene consigliata dai nutrizionisti e dai cardiologi perché la sarda è un caposaldo della dieta mediterranea.

In abbinamento un calice di Gewürztraminer – Alois Lageder 

La gola non è più un peccato... I Dessert

Baciami amore mio

Un omaggio all’artista e amico Walter Davanzo. Cioccolata e ancora cioccolata, pere e nocciole… serotonina o, per meglio dire, piacere puro. Premiatevi!

In abbinamento un calice di Verduzzo di Ramandolo ‘Torre delle Signore’ – Conte d’Attimis

La mia vacanza

Pensando ad alcune regioni italiane i ricordi si affollano mentre immagini e sapori si confondono. Ecco la cassata al bicchiere!

In abbinamento un calice di Zibibbo – Donnafugata  

Per favore non chiamiamola macedonia

Un tuffo in questa zuppetta di frutti di bosco con spuma di ricotta per un’esperienza insolita.

La golosità cresce

È una “pianta golosa” che sa di cioccolato, frutta e crema; curioso e divertente, impossibile descrivere questo dessert: assaggiatelo, è a firma Bombo!

In abbinamento un calice di Torcolato – Maculan  

Cin Cin

Sorbetto allo champagne

Dolce… far niente

Bianco e nero, caldo e freddo, dolce è dolce, ma anche amaro. Cioccolata e ancora cioccolata, un ciuffo di panna, una nuvola di meringa. Non fate niente: pulite la mente e attivate il palato

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