Venezia è donna

“Venezia è come una donna. Tutto quello che si dirà di lei sarà vero.”

Mieczysław Kozłowski

L’AbanoRitz, ormai si sa, ha una tradizione matriarcale da ormai quattro generazioni e non potevamo quindi non parlare della serie di Daniela De Rosa su permesola.com: e-book che mostrano il lato femminile del mondo di città in città. Particolare attenzione a “Venezia è donna”: questa città così vicina a noi e che ci riserva sempre tante sorprese. Già in uno degli episodi della rubrica Gloria, Ida Poletto, direttrice dell’AbanoRitz, ci parla di una visita alla scoperta della Venezia libertina.

Venezia è chiaramente donna con la sua forma a pesce o, magari, di una coda di sirena dolcemente coricata nelle acque della Laguna. Ma se si pensa a Venezia, i primi nomi a venirci in mente sono sicuramente Marco Polo e i suoi viaggi, Casanova e le sue avventure, Vivaldi e la sua musica, Goldoni e le sue commedie: tutti uomini. Eppure la Serenissima è una città di donne libere, intelligenti, libertine, eleganti e anticonformiste; donne che hanno reso grande Venezia e che, come insegna la storia, hanno sempre avuto un forte carattere, amor proprio e rispetto per se stesse.

Vogliamo quindi ricordare qualcuna di queste donne fantastiche:

Veronica Franco, la cortigiana più famosa di Venezia. Fu introdotta a questa “arte” dalla madre, ma si distinse velocemente per la sua forte personalità e il suo piglio. Questo le consentì di entrare in contatto con gli uomini di potere che le aprirono le porte dei circoli letterari più importanti della città. All’epoca rinascimentale, non era ben visto che le donne leggessero, si acculturassero, tranne nel caso delle cortigiane che dovevano conoscere per riuscire  a meglio intrattenere i clienti. Molte le donne che, gelose dello charme e delle capacità di Veronica, si fecero prendere dall’invidia; molte le volte che Veronica dovette difendersi, durante l’inquisizione, dall’accusa di stregoneria; ma l’abito non fa il monaco e la cortigiana non si piegò mai.

Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata al mondo. Nata dalla scandalosa relazione tra il ricco procuratore Giovanni Cornaro e Zanetta Bon, donna di estrazione più bassa, Elena era una ragazza così modesta da considerare di trascorrere la propria vita in un convento, ma la passione per lo studio prevalse su tutto. All’epoca gli studi erano un’esclusività maschile e per questo la chiesa le negò il permesso di conseguire gli studi in teologia. Fu così che Elena Cornaro si laureò in filosofia, con una tesi su Aristotele, nel giugno 1678 a Padova. Morì a soli 38 anni, dopo aver istituito la prima cattedra universitaria di matematica, ed è sepolta alla Chiesa di Santa Giustina, che si affaccia a Prato della Valle, la piazza più grande d’Europa.

Elisabetta Carminer Turra, la prima giornalista donna al mondo. Figlia d’arte, nata a metà del ‘700 tra libri, carte e inchiostro, è cresciuta con questo lavoro nel sangue, come anche il fratello Antonio. Con l’aiuto del padre collaborò a “L’Europa letteraria”; il Settecento per Venezia è un periodo di grande rinascita per le attività letterarie e altre attività culturali nell’informazione. Fu così che fondò nel 1774 “Il giornale enciclopedico”.

Eleonora Duse, attrice simbolo del teatro italiano e veneziana nel cuore. Il padre, di Chioggia, le ha trasmesso l’animo veneziano che le fa frequentare Venezia anche per il suo lavoro e soprattutto per il suo grande amore: Gabriele D’Annunzio. La sua recitazione porta una rivoluzione nel mondo teatrale: una messa in discussione della borghesia attraverso sesso, famiglia, matrimoni e denaro, senza dimenticare la tematica del ruolo della donna nella società del tempo. Per questo, la Duse si presentava naturale, acqua e sapone, senza maschere ne trucco.

Peggy Guggenheim, l’ultima dogaressa di Venezia. Donna intelligente e sensibile, collezionista e mecenate, protettrice di tutte le forme d’arte. Una figura internazionale che scrive un’importante pagina nella storia veneziana; invitata nel 1948 a esporre la sua collezione alla Biennale, si innamora di Palazzo Venier dei Leoni, comprandolo e trasformandolo in casa-museo.

Venezia, a pochi chilometri dall’AbanoRitz, trova quindi sempre il modo di stupirci, incuriosirci, ammaliarci; la Famiglia AbanoRitz non vede l’ora di potervi accogliere, consigliare e così organizzare giornate da sogno.

Veniteci a trovare!

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